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Da "Il Corriere dello Sport" del 27 giugno 2003

Catania, ormai sei in serie B

di Angelo Pesciaroli

Gaucci batte Carraro 3-1. È il risultato finale della lunga tenzone giudiziaria. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo è tornato a riunirsi ieri mattina per approfondire la questione e ha deciso di respingere il ricorso della Federcalcio che aveva come obiettivo quello di cancellare l’ordinanza di Zingales. Come si ricorderà, il giudice catanese del TAR aveva ordinato alla Federcalcio di trasformare in un 2-0 a tavolino l’1-1 del campo di Catania-Siena, demandando ad un commissario ad acta (dovrebbe essere il sottosegretario Pescante) l’esecuzione forzosa del provvedimento. Con i due punti in più il Catania è salvo ed in teoria si dovrebbe giocare uno spareggio tra Napoli e Venezia, che sono a pari punti.

[...]

Il prof. Virgilio presidente della CGA (Consiglio di Stato della Sicilia) ha sintetizzato nella sua decisione un concetto che i lettori abituali di questo giornale hanno letto decine di volte. Dopo aver respinto tutte le eccezioni sollevate dalla Figc, il giudice palermitano è stato bravissimo a sottolineare che nella circostanza non si trattava – come semplicisticamente si può affermare su due piedi – di annullare un gol, invadendo l’autonomia della giustizia sportiva: «Appare sussistente la giurisdizione amministrativa – egli scrive – atteso che nella specie non viene in considerazione la violazione di regole tecniche bensì di principi fondamentali sulla organizzazione e sul funzionamento della giustizia sportiva i quali rifluiscono sulla valenza pubblicistica dell’attività sportiva stessa, così come riconosciuta dall’art. 15/1 del decreto legislativo 3 luglio ’99, n. 242».

E veniamo al punto dolente: «La decisione della Corte Federale non appare condivisibile poiché nell’ordinamento della giustizia sportiva, per le controversie di cui trattasi, non è previsto un terzo grado di giudizio e perché, comunque, la opposizione di terzo, in base ai principi generali, dovrebbe proporsi davanti allo stesso giudice che ha emesso la pronuncia gravata con tale rimedio. Ritenuto pertanto che va confermata l’ordinanza appellata, il CGA respinge l’appello in epigrafe».
Dunque anche il CGA ha ribadito il concetto da noi più volte espresso: la Corte Federale avrebbe dovuto interpretare l’articolo in questione rinviando gli atti alla CAF per la decisione. Era stato presentato dalla Federcalcio e dalle società interessate contro il Catania. L’opposizione di terzo è un reclamo inesistente nella giustizia sportiva che la Corte Federale, nella sua famosa e contestata decisione, ha mutuato direttamente dal codice di procedura civile. Ed è stata la prima, vera invasione di campo. Il presidente della FIGC Franco Carraro è stato perentorio alla fine del Consiglio Federale: «Non mi piegherò mai ad una decisione della giustizia ordinaria che mini l’autonomia di quella sportiva. Pertanto non ho alcuna intenzione di eseguire l’ordinanza del giudice. Il Consiglio Federale è compatto con me». Un solo astenuto nella votazione (dovrebbe essere stato Matarrese). Ma più tardi trapelavano posizioni differenti, meritevoli di conferma, anche da parte di Galliani e di molti componenti del Consiglio Federale che sono uomini di legge (vedi Mormando, Giampietro e Delogu).

Carraro, non eseguendo la decisione del giudice, rischia di andare contro due articoli del Codice Penale (omissione di atti d’ufficio e mancata esecuzione di ordini del giudice). Non tutti i consiglieri sono disposti a correre gli stessi rischi. Matarrese in passato ha già preso una lieve condanna per un caso calcistico riguardante il Torino. E poi ci sarà da valutare eventualmente anche la richiesta di danni civili. Carraro chiede ai suoi legali di opporsi con tutti i mezzi possibili, ma al momento non ci sono. Non si può andare in cassazione. E l’esame di merito del TAR del Lazio andrà in udienza tra un paio d’anni. Occorrono mediatori importanti e decisi su entrambi i fronti.




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