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Serie A - 2007-08
24.10.2007 11:00
La bandiera rossazzurra in Serie C2
di Roberto Quartarone

Alessandro CicchettiRiprendiamo un'intervista ad Alessandro Cicchetti pubblicata su Criluge l'11 luglio 2005. Alessandro è infatti uno di quei protagonisti silenziosi che ha dato molto alla maglia rossazzurra, vivendo tutti e quattro le difficili stagioni di Serie C2. Impossibile dimenticare il suo cross per la testa di Manca per il gol che il 25 aprile 1999, di fatto, sancì la riconquista di quella C1 persa ingiustamente a tavolino sei anni prima.

È stato l’unico giocatore a disputare i 4 campionati di Serie C2 con il Catania, è stato l’unico acquisto di Angelo Massimino a poter gustare la promozione in Serie C1, ha disputato più di cento partite con i rossazzurri (93 in campionato, 2 nei play off, una decina in Coppa Italia): stiamo parlando di Alessandro Cicchetti, il terzino destro titolare del Mitico Catania 1998-1999.

«Arrivai nel novembre 1995 grazie al mister Mario Russo.» spiega «Decisi di venire subito, malgrado fossi appena arrivato alla Turris, perché Russo mi aveva allenato ad Andria e con lui avevo avuto un ottimo rapporto.»

Il primo anno però diede poche soddisfazioni:
«Fu una stagione molto particolare: all’inizio navigavamo a metà classifica, poi un crollo della squadra ci fece piombare nei play-out. La morte di Angelo Massimino fu una scossa per tutti noi, con un finale stupefacente sfiorammo i play-off.»

Senza il presidentissimo, il Catania voltò pagina.
«Iniziammo la stagione 1996-1997 con Angelo Busetta in panchina: si partì malissimo in campionato e la dirigenza lo sostituì con Gianni Mei. Quell’anno abbiamo vissuto una stagione importante perché arrivammo ai play-off, che però perdemmo contro la Turris.»

La stagione seguente, a livello personale Alessandro visse un dramma:
«Nel 1997-1998 disputai un precampionato eccellente, tanto che ero in procinto di trasferirmi alla Ternana in Serie C1. Ma rimasi perché l’allenatore mi confermò e la società puntava alla promozione. Sfortunatamente, alla seconda giornata mi infortunai al legamento crociato e rientrai solo ad inizio marzo. Intanto, la stagione si stava per concludere e noi ci salvammo solo alla penultima giornata…»

Questa però è una storia a lieto fine: «Tutto cancellato la stagione successiva: fu bellissima. Con mister Piero Cucchi iniziammo male, sconfitti in casa dal Castrovillari. Poco a poco risalimmo fino a non scendere più sotto il secondo posto. La lotta fu molto difficile perché c’erano tante squadre ben attrezzate come Messina e Benevento, ma riuscimmo ad avere la meglio. Alla fine la spuntammo con la partita al Cibali contro i messinesi, quando vincemmo con un gol di Roberto Manca dopo un mio cross.»

Alessandro è stato anche un leader nello spogliatoio:
«Con i miei compagni avevo un ottimo rapporto, quando si vince si fa sempre una grande amicizia! Mi sentivo un punto di riferimento insieme a Nino Di Dio, e mi sento ancora con Alessandro Furlanetto, Luca Lugnan, Pasquale Marino e Maurizio Pellegrino.»

Cicchetti lasciò la maglia rossazzurra nell’estate 1999:
«L’ingegner Pino Inzalaco ebbe un ictus: era il vero timone della società e con lui fuori dai giochi i suoi eredi ingaggiarono Guido Angelozzi, un grande professionista, a cui venne dato mandato di rinnovare la rosa. Portò i suoi uomini e molti di noi lasciarono la squadra. Io ci rimasi molto male perché dopo quattro anni pensavo di poter essere un po’ più protetto dalla società.»

Un’altra bandiera calpestata, ma che ha dato tanto al Catania e a tutti i tifosi: impossibile da dimenticare!

Da Criluge Story.



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