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26.10.2007 08:53
L'indimenticabile 'voce del Cibali'
di ellebi

Nella mai abbastanza rimpianta era "pre-pay TV" la diretta integrale delle partite di campionato del Catania era affidata alla radio e alla professionalità dei giornalisti locali: attraverso le frequenze di radio storiche come "Radio Catania International" prima e "Radio Telecolor" dopo, la cronaca delle vicende dei rossazzurri degli anni '80 e '90 arrivava nelle case dei catanesi. Allora la voce del Cibali era quella, inconfondibile, di Niky Pandolfini (oggi giornalista RAI), che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune nostre domande sul Catania attuale e sulle prospettive a breve e lungo termine della compagine rossazzurra. Tutta la piccola redazione di Diario Rossazzurro ringrazia il dottor Pandolfini per la grande disponibilità con cui ha accolto il nostro invito.

Dottor Pandolfini, lei ha vissuto sul campo le vicende del Catania fin dagli anni '80, quando svolgeva il lavoro di radiocronista, ed ancora oggi segue la formazione rossazzurra per la RAI. Ha avuto dunque modo di entrare in contatto con i diversi dirigenti che hanno retto le sorti del sodalizio etneo: prima la lunga presidenza di Angelo Massimino, intermezzata dalla tormentata parentesi Attaguile, poi la reggenza degli eredi del presidentissimo dopo la tragica scomparsa di quest'ultimo, infine le gestioni della famiglia Gaucci e quella di Pulvirenti. Quali sono state le differenze principali nel modo di intendere la società da parte di questi personaggi?
«In linea di massima differenze legate alla natura dei personaggi stessi, ma anche a un mondo che via via andava cambiando. Pulvirenti sembra la sintesi perfetta (cuore, managerialità, serietà). La sensazione è che si possa andare lontano.»

L'attuale dirigenza sembra voler portare avanti una politica di gestione radicalmente diversa da quelle precedenti, che mai sono riuscite a costruire qualcosa di duraturo. Il presidente Pulvirenti, infatti, predica da sempre l'esigenza di radicare la società nel territorio e di curare il vivaio, indicando addirittura nella costruzione di un centro sportivo la più solida base del suo progetto. Può essere questa la più forte garanzia di un futuro roseo per il Catania?
«Assolutamente sì. Non lo ha fermato nemmeno il 2 febbraio. Significa che il suo progetto è più forte di tutto.»

Nicky Pandolfini intervista Pasquale Marino esultante al termine di Catania Albinoleffe 2-1 del 28 maggio 2006: il Catania è appena tornato in A dopo quasi 23 anni.

Se si può individuare un neo nella gestione Pulvirenti, questo è senza dubbio il burrascoso rapporto con la stampa e, più in generale, lo scarsa attenzione per la comunicazione. Non si contano infatti le polemiche nate da trattamenti discutibili nei confronti di giornalisti: dalla richiesta di conoscere in anticipo gli ospiti delle trasmissioni sportive dopo la rottura con Mario Petrina, al comunicato di fuoco contro Max Licari, fino alle innumerevoli litigate televisive fra cui quelle con Orazio Provini e Pippo Baudo, passando per le diatribe con i calciatori di origine palermitana Massimo Taibi e Giovanni Tedesco, e finendo con i recenti provvedimenti contro il giornalista della Gazzetta dello Sport Alessio D'Urso. Come si spiega un simile atteggiamento e quale può essere la strada giusta per un rapporto più sereno?
«Infatti è l'unico neo. Credo però che il presidente l'abbia capito e col suo solito garbo farà in modo che anche da questo punto di vista la società cresca velocemente.»

Lei è un profondo conoscitore dell'ambiente catanese. L'immagine della città è stata macchiata dai tragici avvenimenti del 2 febbraio, ritiene che Catania abbia le potenzialità per riscattarsi agli occhi degli osservatori nazionali?
«Sarà una bella lotta....»

C'è un personaggio della storia del Catania cui è particolarmente legato e perché?
«Angelo Massimino. Al di là di tutto ci metteva l'anima…ma anche Pasquale Marino, un mix di signorilità e competenza.»

Quali sono l'emozione più forte e la delusione più cocente che il Catania le ha regalato sul campo?
«Roma, 25 giugno 1983: Catania-Cremonese 0-0. Allo stesso livello la mia intervista a Marino a bordo campo dopo l'altra promozione (Catania-Albinoleffe), in diretta un secondo dopo il fischio finale. La delusione? La penultima debacle subita alla Favorita.»

Un suo giudizio tecnico sul Catania edizione 2007-'08. Quali sono i punti di forza e i punti deboli della formazione rossazzurra?
«Punto di forza la coesione del gruppo e la qualità assoluta di alcuni elementi. Debolezza? Non c'è un sostituto all'altezza di Spinesi. Ma tanto prima o poi entrerà in funzione lui....»

Riuscirà il Catania a centrare la salvezza?
«Direi di sì, al 95%.»



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