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Gita fuori porta
05.03.2008 00:00
Siracusa story
di Alessia Zeferino

Come in ogni storia che si rispetti, si parte dalle tradizioni, dalle radici. Era il 1° aprile. Il 1° aprile del 1924 quando nel capoluogo aretuseo spuntò quella realtà che avrebbe rappresentato tutti i siracusani nella storia del calcio. È questa la data chiave che caratterizzerà tutto, ma noi vogliamo fare in percorso a ritroso senza correre…senza fretta, e narrare con tutta la passione che possa esistere la storia di un grande amore...il Siracusa Calcio.

Negli anni ’20 la passione dei siracusani per lo sport era strettamente legata al ciclismo, infatti, in città era presente il “Circolo sportivo Tommaso Gargallo”. Ma, nonostante la predilezione verso il ciclismo sulle banchine del porto aretuseo capitava molto spesso di vedere qualche marinaio straniero giocare con un pallone.

Così, un po’ per scherzo un po’ per gioco nacquero le prime squadre aretusee come l’Ortigia 1907, l’Esperia o l’Insuperabile. Il titolo di fondatore del club del Siracusa Calcio, venne riconosciuto a due militari: il tenente del 75° fanteria Genisio Pioletti e il suo superiore capitano Luigi Santuccio. La scelta del colore azzurro, a quanto pare, sembra sia dovuta alla squadra ortigiana, ovvero del centro storico, dell'Esperia che si fuse con l'Insuperabile, del quartiere Santa Lucia, per costruire una unica squadra cittadina pronta ad affrontare le sfide con le rappresentative delle altre città. Si inizia con una lunga serie di amichevoli che caratterizzano l’attività sportiva aretusea. La prima uscita ufficiale del Siracusa Calcio avvenne in autunno, contro la Centurion, formazione in cui militavano molti marinai inglesi sbarcati a Siracusa. La prima gara degli azzurri (che per l'occasione vestiva in casacca nera) si disputò al “Coloniale”, un impianto sportivo in stile anni venti, in terra battuta, con baracche come spogliatoi e tribune in legno senza recinzioni, che lasciò il posto alla base militare, e, ai giorni nostri, al parcheggio di Via Von Platen. Successivamente, negli anni trenta, il “Coloniale” fu abbandonato e sostituito dal nuovo stadio comunale. Le vittorie arrivarono. Arrivarono rapidamente, la prima con il Megara Augusta e la seconda in occasione del torneo in cui partecipavano squadre calabresi e siciliane. Tra gli anni venti e gli anni trenta il Siracusa militò in serie C, allora chiamata II Divisione e poi I Divisione. Proprio in quel periodo la compagine aretusea sfiorò in più occasioni la promozione in B (perdendo in svariati pareggi, in particolare contro la Lucchese e la Catanzarese). Durante il regime fascista il Siracusa cambiò la propria denominazione in Syracusae, in ricordo dell’antico nome romano della città. Nel 1945/46 il Siracusa fu ammesso in Serie B, dove rimase per sette lunghe stagioni. Gli azzurri ottennero un quinto posto nel 1950/51 andando vicinissimi alla tanto ambita promozione in serie A. Proprio in quegli anni la squadra aretusea ebbe l’occasione di confrontarsi con squadre come: Genoa, Napoli, Roma, Venezia, Parma, Verona, Brescia, Cagliari e molte altre. Dal ritorno in Serie C, avvenuto nel 1952/53 dopo lo spareggio casalingo con il Piombino terminato in parità, il Siracusa sfiorò più volte la Serie B, in particolare nel 1960. Dopo sei anni e quarantacinque strascorsi a cavallo tra la serie B e la C, il Siracusa retrocede per la prima volta in serie D. Solo tre anni dopo a seguito di un campionato condotto testa a testa con il Cantieri Navali Palermo, conclusosi con un primo posto a pari merito e poi con i due spareggi: a Messina e a Napoli dove, dopo i tempi supplementari terminati 1-1, la vittoria fu assegnata al Siracusa dal tiro a sorte con lancio di moneta. Così, durante il soggiorno in C2 il Siracusa vinse il campionato e partecipò al primo trofeo per una squadra siciliana: la coppa Italia di serie C. Nicola De Simone morì, a Palma Campania, in seguito di un violento colpo alla testa in uno scontro con un avversario durante un'azione di gioco. Da li a poco lo stadio comunale di Siracusa fu dedicato alla sua memoria, e da quel triste episodio, nacque il gemellaggio con Castellammare di Stabia dove De Simone nacque e visse per molto tempo. L’anno successivo la squadra azzurra terminò il campionato posizionandosi al centro della classifica. L’anno a seguire, invece, la sorte decretò che il Siracusa retrocedesse inesorabilmente in C2. Nel 1988/89, con la ritrovata presenza del presidente Giuseppe Imbesi e con mister Paolo Lombardo, il Siracusa tornò in serie C1. Iniziò così un periodo lungo sei anni nel girone meridionale, caratterizzato da molteplici derby con Catania Acireale, Palermo, Giarre, Licata, Messina, Atletico Catania (ex Atletico Leonzio) . Un periodo segnato da grandi vittorie ma anche da forti difficoltà economiche che non consentirono l’ambito salto di qualità verso la serie B. Nel 1992 e nel 1993, la salvezza della squadra azzurra non fu decretata in campo ma sancita dalla esclusioni del Licata, Messina e Catania. Nel 1994 si verificò una stranezza, una squadra che non era attrezzata per un campionato importante riuscì a disputare, nonostante le gravi difficoltà economiche, un campionato di alta classifica riuscendo quasi a sfiorare, dopo ben quarantadue anni, la serie B. Il Siracusa arrivò al doppio spareggio con l'Avellino disputato all'andata sul campo neutro di Reggio Calabria vinto per 2-1 e poi perso con due gol di scarto (ma di questo nessuno di noi vuole più parlare, tutto quanto c’era da dire è stato detto). Così, nel 1995, il Siracusa Calcio non riuscì più a mantenere il titolo e fu costretto a ripartire con il calcio dilettantistico. Il fallimento quindi e la successiva rinascita, la stagione dopo, con l’”Unione Sportiva Marcozzi Siracusa 1956” del presidente Gabriele Lanza, militante in promozione che assunse il nome di Siracusa Calcio. Nel 1996/97 arrivò la prima promozione in serie D che durò solo una stagione. Nella stagione 2001/02 il Siracusa giunse un inaspettato ripescaggio in serie D. Nonostante il dichiarato intento di tornare nel calcio che conta la squadra azzurra, da quell’anno, non è mai più riuscita a conquistare l’ambita promozione. Nella stagione 2003/04 la presidenza passò dalla famiglia Lanza a Tino Longo. Nel 2004/05 la presidenza passò all’imprenditore aretuseo Luigi Salvoldi. Un lungo calvario quello del Siracusa Calcio. Una squadra che tanto ha fatto e che ha spiccato per bravura. Una squadra che attualmente si trova arenata ad una serie che non le appartiene. Una squadra che tanto ambisce e che tanto vuole fare. Una squadra che mette in gioco i propri sentimenti ed il proprio amore per la stessa città. Una città che è stanca di soffrire ogni domenica. Una città che, in qualche modo, sta allontanando il sogno del pallone.

Una città, o meglio una tifoseria divisa. Divisa tra gruppi e tra pensieri. Una tifoseria gemellata con Latina, Castellamare di Stabia e Palermo. Una tifoseria divisa per mentalità. I primi gruppi organizzati del tifo aretuseo videro luce negli anni settanta. Club Azzurro Leoncello(poi CLUB NICOLA DE SIMONE negli anni 80) e BLUE BOYS 79. A seguire Brigate Azzurre, Ultras Azzurri, Nuclei Azzurri, Boys Ortigia e Siracusa Superstar. Con il passare degli anni nacquero anche: Ultras Ghetto, Fronte d’azione e Gioventù Sudista 1984, di ispirazione di destra. Nel 1987 da una scissione de ques’ultimo gruppo nacquero i South Landers. Nel 1991, invece, dopo lo sciogliemento della Gioventù Sudista, i gruppi rimasti attivi nel panorama aretuseo erano: Blue Boys e South Landers. Ambedue gruppi provarono ad unificarsi con uniche idee e striscioni. L’esperienza, però, durò poco. I gruppi si divisero e ad essi si aggiunsero: Brigata Palano, Ultrà Siracusa, Vecchia Guardia Aretusea, Blue Boys Ortigia, Guastafeste , South sezione Tunisi, Krips, Sirakaos, Fused Brains, Kamikaos, Krips, Regime Aretuseo, USR Mazzarona, South Lions. Negli anni 2000 è emerso il gruppo Nun ci semu cà testa, che assieme ai South pilota il tifo aretuseo. Il 27 luglio 2006, per volontà di molti tifosi aretusei è rinato,con nuova denominazione, il CLUB AZZURRO NICOLA DE SIMONE, che porta nel cuore l’importante nome del calciatore scomparso.


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