Il più grande torto dell'amministratore delegato del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco, non è l'incapacità di ammettere i propri sbagli, di buttarla facilmente in rissa, di non avere l'intelligenza di contrapporre con una comunicazione adeguata la forza dei fatti alla debolezza delle argomentazioni puerili dei suoi detrattori, o di non aver preso il centravanti che serviva, no.
Il più grande torto del direttore Pietro Lo Monaco è quello che, a causa dei suoi atteggiamenti "fuori dal vaso", consente alle espressioni più deteriori di Catania di esprimere il peggio di sè. Ai nani di divenire giganti. Ai lanzichenecchi di divenire mecenati delle arti e dello sport.
Eccone un fulgido esempio da parte del consigliere comunale Francesco Navarria (PDL), Presidente della Commissione Aziende Municipalizzate e Partecipate, che in merito alla ultima infelice sortita dell'Amministratore Delegato del Catania Calcio, ha sentito la civica necessità di dire la sua sul difficile rapporto tra tifosi e società, e di cui appare interessante esaminare passo passo, la piccata dichiarazione.
Così parlò il Navarria:
"Come si permette l’Amministratore delegato del Catania calcio Pietro Lo Monaco ad affermare di “stendere un velo pietoso sopra il pubblico di Catania”? Non si è reso conto che se siamo ancora in serie A è merito proprio del sostegno dei tifosi?"
Come dargli torto. In questa città abituata alla compravendita del consenso con qualche busta della spesa, qualche buono benzina o qualche decina di euro, alla pletora dei clienti/consulenti, non c'è spazio per chi sbaglia a parlare, non conosce i tempi televisivi con la quale si propaganda il fumo al popolo bue. Non si può più consentire che un insolente personaggio del genere alle parole, ai sorrisi ammalianti a telecamera accesa, preferisca i fatti. Non ci siamo abituati. Non ce lo possiamo permettere.
Continua:
Perché invece non si assume le proprie responsabilità di fronte a 8 punti in 12 giornate, dopo aver fatto scappare Spinesi-Stovini-Baiocco in un solo colpo e non avere acquistato quel benedetto attaccante che tutta la piazza aspetta da 4 anni ormai?".
Già. Sarebbe anche interessante sapere di chi è la responsabilità per il crack economico-amministrativo della città di Catania, chi l'ha governata per un decennio, del mancato arrivo di quei 140 milioni del CIPE, nonostante siano ormai una legge dello stato e sia passato circa un anno dal loro stanziamento. Se fosse possibile saperlo evitando lo stile che impone la caserma di Arcore, secondo la quale dietro il fallimento delle ultime due giunte che hanno governato allegramente questa città, c'è sempre un complotto plutogiudaicocomunista, disfattista e antitaliano. Nel caso specifico, la magistratura e la trasmissione di Rai 3 Report, gliene saremmo grati. Magari poi chiediamo conto e soddisfazione al Catania Calcio per Spinesi, Stovini e Baiocco
E ancora:
"L’Amministrazione Comunale gli ha dato un manto erboso d’eccellenza, un tabellone luminoso, la concessione gratuita dello Stadio A. Massimino per tre anni e la società sino ad ora nei fatti non ha ripagato la città, essendo in corsa disperata anche quest’anno per non retrocedere."
Società ingrata. Un'Amministrazione così prodiga, col quale è facilissimo stipulare qualsiasi convenzione, vista l'integerrima classe dei suoi amministratori mai interessati a nulla di diverso che al rispetto della legalità, tu la ripaghi limitandoti a mantenere la serie A, peraltro in maniera stentata? Quando invece, non solo il Catania Calcio con altri presidenti è stato per anni e anni abituato a lottare per scudetti e coppe, ma un ceto politico del genere ha diritto a ben altri palcoscenici (per esempio al circo al posto dei clown!). Loro, che al contrario del Direttore Lo Monaco l'hanno invece ripagata Catania. Basta farsi una passeggiata a piazza Europa e poi di seguito per tutti i cantieri sequestrati dalla magistratura per accorgersene.
Aggiunge:
"Come affermato già ieri nel corso di sala stampa, ribadisco che il mio abbonamento è a disposizione di chi volesse andare ancora allo stadio basta inviarmi una e-mail e prenotarsi (fnavarria@yahoo.it),"
Che generosità, Lo Monaco impara! Ora, è vero che a caval donato non si guarda in bocca, però sarebbe interessante sapere di che tipo abbonamento parla, se per caso non è il premio dell'interesse verso il rispetto della legalità a cui i consiglieri comunali, come è notorio, tengono tanto. Nel qual caso mi sembrerebbe ingiusto appropriarmi di questa “medaglia al valor civile” che non merito.
E conclude perentorio:
"io sino a quando non vi saranno risposte concrete non ho intenzione di andarci più né per ricevere insulti né per essere preso in giro".
Già, basta con gli insulti, basta con le prese in giro. Vogliamo risposte concrete. Quello che si aspettano le imprese ed i lavoratori di questa città, i cittadini senza servizi sociali, con le strade ridotte a groviera e le municipalizzate, come l'AMT, soffocate dai debiti, ed i turisti quando trovano i musei e le zone archeologiche chiuse. Risposte che da un decennio circa stentano ad arrivare, perchè se fosse solo un problema di scarsa comunicazione (alla Pietro Lo Monaco, per intenderci) sarebbe di facile soluzione, ma il problema è di azioni concrete (alla Pietro Lo Monaco, per intenderci ancora!) e, soprattutto, di facce sul quale è bene invece alzarlo, una buona volta per tutte, il velo pietoso.