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Personaggi
21.07.2010 16:11
Addio a Gianni Prevosti
di RobertoQuartarone

Nel 1947, appena giunto a Catania, Gianni Prevosti ha 25 anni. Nato e cresciuto a Brescia, ha imparato a giocare a pallone all’ombra delle Prealpi e neanche maggiorenne ha esordito in Serie B con le rondinelle. Gioca all’ala, corre sulla fascia per scoccare dei perfetti traversoni per il centravanti ma non disdegna nemmeno le conclusioni personali. Quella più importante probabilmente è l’unica realizzata in A, che ha portato i suoi compagni in vantaggio in casa della Juventus.

Lo vuole la dirigenza rossazzurra, nell’ambito di una serie di trattative che portano in Sicilia varie seconde linee bresciane. In Serie C, ovviamente, il suo ruolo diviene di primo piano. A fine agosto veste per la prima volta la nuova maglia in un’amichevole contro il Palermo, che milita una serie più su e schiera Di Bella, Flumini e Vycpálek. Indossa il numero 7, quello dell’ala destra, e da subito in tribuna c’è chi strabuzza gli occhi: le cronache dell’epoca parlano di una linea d’attacco galvanizzata dalla sua spinta propulsiva. I rosanero però passano sul 2-0; nel secondo tempo l’allenatore Piccini lo sposta all’ala sinistra e lui decide l’incontro con l’assist dell’1-2 e la rete del definitivo 2-2.

La sua prima stagione è strepitosa. Titolare inamovibile, decide con una tripletta la trasferta a Siracusa contro la Notinese, mette la ciliegina sul 3-0 in casa del Messina, manda in rete Perrone nel decisivo 3-1 al Megara. Il Catania conquista l’ammissione alla C nazionale, Prevosti mantiene il posto in una squadra rinnovata e che punta al ritorno in Serie B. E lo ottiene, dopo aver disputato un gran campionato (in cui grazie ad una sua saetta si viola il campo della Reggina) e aver perso immeritatamente lo spareggio di Milano con l’Avellino. Proprio contro gli irpini, Prevosti è l’uomo più pericoloso della linea d’attacco ma fallisce due occasioni da gol….

Nulla è perduto, un’estate di carte bollate porta gli avversari alla retrocessione per un illecito sportivo e il Catania al ritorno tra i cadetti. L’ala di Brescia è ancora lì, ma trova una dura concorrenza in cadetteria. Mister Magnozzi gli preferisce Romani e Pierini; subentrato all’ex stella della Nazionale, il tecnico Klein dà a Prevosti un po’ di spazio in più ed è ripagato da una rete all’Alessandria. Intanto Gianni si fidanza con la cestista Pina Giglio e, prima di portarla all’altare, decide di fare un breve giro del sud per dimostrare di essere ancora decisivo: Lecce, Enna, Matera, Acireale e infine Paternò, dove gioca fino a 43 anni.

E mentre i due figli crescono e insieme al suocero gestisce un’autoscuola a Catania, l’ormai ex ala passa ad allenare, in giro per le serie minori. Ottiene con la Massiminiana la promozione in Serie D nel 1961, ma un illecito di un giocatore rovina il primo grande successo. Cinque anni dopo, dopo le dimissioni di Di Bella al Catania, Gigi Valsecchi lo vuole al suo fianco per gli ultimi mesi prima della retrocessione in Serie B. E qualche anno dopo firma l’epopea della Jolly Componibili Catania, la squadra femminile che vince lo scudetto nel 1978.

Ieri, Gianni Prevosti si è spento a Brescia, ad 88 anni. Malgrado le origini lombarde, lo scorso dicembre era stato premiato alle Ciminiere in occasione del ricordo di Angelo Massimino tra i calciatori catanesi, premio per la sua fedeltà alla città. Se n’è andato un esempio di vero sportivo. Alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze.


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