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Diario Storico
09.01.2012 15:00
Una storiella d’inizio anno
di AlessandroRusso

In quel capoluogo di Trinacria che ha per stemma l’Elefante vivono quattro vispi giovanotti, simpatici e birichini e tra loro amici veri. Sin da quando sono in fasce, a ciascuno di questi baldi ragazzetti è stato raccomandato di voler bene a una vecchina coi capelli sottilissimi e bianchi come la neve. È lei assai buona e tanto cara ma di salute oltremodo cagionevole e affettuosamente ciascun di loro la chiama nonna.

Or che son proprio grandicelli, non passa settimana in cui, nel giorno consacrato a nostro Signore, i giovinetti manchino di andar a casa dell’amata nonnina, in pieno centro cittadino. Le chiedono se si sente bene e in braccio portano un cesto di doni per essa medesima. Ogni santa domenica che il buon Dio manda in terra, con quattro block-notes in mano e otto voraci orecchie spalancate le implorano di raccontar loro la storia della sua vita. In verità, ora la nonnetta pare in buona salute ma in passato deve aver avuto guai seri e financo superato tre o quattro delicati interventi chirurgici. Un caldo pomeriggio estivo di diciannove anni or sono, leggenda vuole che avesse stretto la mano destra a San Pietro, e che questi le fece poi segno di accomodarsi in Paradiso. Ma quella gagliarda aveva rifiutato l'invito e se n’era tornata sulla terra più vispa che mai. Ma poi gli acciacchi erano ripresi quasi senza sosta, purtroppo. “Come è possibile” -va ripetendo da un po' il più giovane dei quattro- “che la nostra cara nonnetta dimostra molti anni in più di quelli che lei realmente ha?” “Che vuoi farci” - gli rispondono a coro gli altri tre ragazzetti- “non tutti se lo bevono l'elisir della giovinezza!” Ma quello, il più piccolo dell’allegra combriccola è uno che la sa lunga e un giorno se ne va di nascosto all’ufficio dell'anagrafe, che si trova vicino al Castello Ursino. E a quelli che ci lavorano lì dentro gli spiega la storia e tira fuori tutti i suoi dubbi. Gli dice insomma agli impiegati che deve esserci un errore grande quanto l’oceano, che la vecchina deve avere più dei sessantasei anni che si dice in giro che le ci ha. "Vattene via di qua, sbarbatello!" gli risponde il portinaio che gli molla pure un ceffone. "Non farti mai più vedere, moccioso, hai capito?" Gli fa eco un altro brutto tipo. Lo sbarbatello però che come dicevo qualche rigo fa è uno che la sa davvero lunga a un certo punto fa una cosa che non si dovrebbe fare ma a volte si fa perché è meglio così. Insomma, dall'ufficio dell’anagrafe il ragazzetto si ruba una cartella rossa come la lava dell’Etna. Su questa benedetta carpetta rossa c'è una grande scritta di un colore azzurro come il cielo: “SON GUAI SERI PER CHI SCOPRE IL MIO SEGRETO”. Ansimante, il giovanotto scappa via dai tre amichetti con il fascicolo in mano. Dentro quest’incartamento rosso fuoco c'è redatto il certificato di nascita della vecchietta e lì scritto propriamente così: “Catania, 27 giugno 1929. Costituzione della SOCIETA' SPORTIVA CATANIA". Ordunque l’arzilla nonnina in rossazzurro ha la bellezza di diciassette anni in più: ottantatre e non sessantasei.
Fine
Titolo della storia: TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO.


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