Non serve un comitato di premi Nobel per decidere di vietare ai tifosi romanisti la trasferta di Catania che domenica prossima, per uno scherzo del calendario, deciderà le sorti della lotta per lo scudetto e di quella per la salvezza. Basta un gruppo di persone di buon senso.
Domenica si decideranno le sorti di un'intera stagione. Per la prima volta dopo il 2 febbraio Catania avrà la ribalta nazionale, un'occasione unica per riflettere l'immagine della parte migliore della città, quella che l'immane tragedia di un anno fa è stata mediaticamente cancellata.
Del Piero e la Juventus fanno svanire all’ottantasettesimo il sogno del Catania di una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo. Peccato. Adesso, complice pure lo scudetto 2007/2008 da assegnare a causa del Siena e dello sciagurato Materazzi che si mettono di traverso all’Inter, sarà necessario in tutte le maniere possibili non perdere in casa contro la rinvigorita Roma per conquistare quel punto che ci separa dalla salvezza.
Come nella gara di andata il Catania subisce il pareggio della Juventus quando il successo sembrava cosa fatta. Ma non c'è molto da recriminare, soprattutto non ce n'è il tempo: urge prendere quello che di buono ha lasciato la gara, cioè una splendida prestazione, e reinvestirlo nella prossima partita che riserva il peggior avversario possibile.
Il primo passo dell'Orizzonte verso il ritorno al titolo di "invincibile" è stato compiuto. Una splendida final four, disputata alla piscina di Nesima davanti ad un pubblico entusiasta, ha consegnato alle ragazze di Giusi Malato l'ottava Coppa dei Campioni.
Finisce a Lecce la stagione agonistica della SpTTTlines Catania che a dispetto di un pronostico favorevole, alla vigilia del primo turno di play off, e complice il doppio infortunio di Quiroga e Koch non riesce ad opporre resistenza ad una quadrata Stilcasa Salento d’amare Taviano. In un palazzetto gremito in ogni ordine di posto Taviano batte Catania in tre soli set e aspetta in semifinale la vincente della bella tra Verona ed Isernia.
Eppur si muove direbbe un altro pisano che non risponde al nome di Gionatha, segnali di vita all’imbrunire replicherebbe il nostro Franco Battiato. 20 aprile 2008, segnatevela questa data perché tra qualche anno potremmo festeggiarci l’anniversario della liberazione del Massimino.
La Catania civile è stata grande nel riprendersi la propria dignità dimostrandosi cosa ben diversa da come la città è apparsa il 2 febbraio 2007 e nei mesi seguenti per colpa di una minoranza di facinorosi. Ma adesso è l'ora di "ricordare il futuro", di rendere omaggio senza se e senza ma a Filippo Raciti, uno di noi (tifosi catanesi onesti) e soffocare i primi segnali di intemperanza nelle curve del nostro stadio perché mai più si rivivano certi momenti.
Se ad inizio anno ci eravamo illusi che certe cattive abitudini fossero state perse purtroppo dobbiamo registrarne un lento ma inesorabile riaffiorare. Evidentemente la malerba non è stata strappata alla radice e se certi cori sembravano destinati al dimenticatoio dobbiamo registrarne, purtroppo, il ritorno.
La stagione 1948-'49 segna l'inizio di due tradizioni che nel corso dei decenni successivi movimenteranno spesso la storia del Catania: gli spareggi e le battaglie legali. E se la lunga serie delle code di campionato comincia con una bruciante sconfitta di misura contro l'Avellino, l'esordio in tribunale regala al Catania una vittoria inequivocabile e con essa la storica promozione in Serie B.
Libri
03.04.2008 18:40 Il centravanti è stato assassinato verso sera
di Alligatore
"I centravanti hanno la testa di pietra e il corpo di corallo rosa, perciò si spezzano quando finiscono contro le scogliere."
È il 14° romanzo della serie che vede come protagonista l'ispettore Pepe Carvalho, Manuel Vasquez Montalban costruisce un giallo a sfondo apparentemente calcistico in una Barcellona impegnata a rifarsi il look per ospitare i giochi olimpici del 1992.
Come in ogni storia che si rispetti, si parte dalle tradizioni, dalle radici. Era il 1° aprile. Il 1° aprile del 1924 quando nel capoluogo aretuseo spuntò quella realtà che avrebbe rappresentato tutti i siracusani nella storia del calcio. È questa la data chiave che caratterizzerà tutto, ma noi vogliamo fare in percorso a ritroso senza correre…senza fretta, e narrare con tutta la passione che possa esistere la storia di un grande amore...il Siracusa Calcio.
L'elefante di pietra lavica che fa bella mostra di sè in Piazza Duomo è il simbolo di Catania fin dal 1239, da quando cioè sostituì l'effige di San Giorgio, che fino ad allora era stata l'emblema della città.
Nessuno può aver dimenticato. Ma il dolore, per quanto profondo e inguaribile, ha dovuto lasciare spazio al lento ritorno alla normalità. Un processo che si avvia al completamento, dopo tante parole, tanti fatti e tanto altro dolore indirettamente causato dal rimedio al male originario.
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